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	<title>&#039;insulto superiore&#039; Archivi - Studio Loscalzo</title>
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	<description>Consulenza del lavoro</description>
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		<title>Cassazione: licenziamento in tronco per insulto al proprio superiore</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 11:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA['insulto superiore']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’insulto rivolto al superiore gerarchico giustifica il licenziamento in tronco anche se non si concretizza in gesti violenti o se il contratto collettivo non prevede questo tipo di sanzione. Questo è quanto ha stabilito la Corte Suprema di Cassazione con sentenza n. 9635/2016, depositata l&#8217;11 maggio 2016. La sentenza arriva a seguito del licenziamento di un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/cassazione-licenziamento-in-tronco-per-insulto-al-proprio-superiore/">Cassazione: licenziamento in tronco per insulto al proprio superiore</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5em;"><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2016/06/images-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-2891" alt="images (2)" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2016/06/images-2.jpg" width="249" height="203" /></a>L’insulto rivolto al superiore gerarchico giustifica il licenziamento in tronco anche se non si concretizza in gesti violenti o se il contratto collettivo non prevede questo tipo di sanzione. Questo è quanto ha stabilito la Corte Suprema di Cassazione con </span><b style="line-height: 1.5em;">s</b><strong style="line-height: 1.5em;">entenza n. 9635/2016</strong><span style="line-height: 1.5em;">, depositata l&#8217;11 maggio 2016.</span></p>
<p style="text-align: justify;">La sentenza arriva a seguito del licenziamento di un lavoratore che aveva rivolto delle espressioni ingiuriose nei confronti di un superiore gerarchico e, indirettamente, verso tutta la dirigenza aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">I giudici hanno ritenuto, dunque, che l&#8217;ingiuria al proprio superiore costituisce un comportamento che sul piano organizzativo mina l&#8217;autorità di chi viene offeso e, quindi, compromette il regolare funzionamento dell&#8217;organizzazione aziendale. Per gli stessi, infatti:</p>
<p style="text-align: justify;"><em style="line-height: 1.5em;">La </em><strong style="line-height: 1.5em;">critica rivolta ai superiori</strong><em style="line-height: 1.5em;"> </em><em style="line-height: 1.5em;">con</em><em style="line-height: 1.5em;"> </em><strong style="line-height: 1.5em;">modalità eccessive</strong><em style="line-height: 1.5em;"> dall&#8217;obbligo di correttezza formale dei toni e dei contenuti, oltre a contravvenire alle esigenze di </em><strong style="line-height: 1.5em;">tutela della persona umana</strong><em style="line-height: 1.5em;">, può anche arrecare pregiudizio all&#8217;organizzazione aziendale, dal momento che l&#8217;efficienza di quest&#8217;ultima poggia sull&#8217;</em><strong style="line-height: 1.5em;">autorevolezza di cui godono i suoi dirigenti</strong><em style="line-height: 1.5em;">. Pertanto, tale autorevolezza non può non risentire un pregiudizio allorché il  lavoratore usando toni ingiuriosi attribuisca loro qualità manifestamente disonorevoli.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In primo grado e in appello il licenziamento era stato dichiarato illegittimo (con tanto di reintegra e risarcimento del danno): i giudici avevano stabilito che le ingiurie non avevano prodotto il rifiuto di eseguire le prestazioni richieste e da qui il giudizio sulla natura non offensiva e aggressiva delle parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la giurisprudenza seguendo il vento del Jobs Act ha ritenuto insubordinata la condotta di un dipendente che voglia pregiudicare lo svolgimento del lavoro e contestare la stessa organizzazione aziendale.</p>
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