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	<title>News Archivi - Studio Loscalzo</title>
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	<description>Consulenza del lavoro</description>
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		<title>Incentivi 2026 per le imprese: contributi fino a 3.000 euro per screening sanitari e defibrillatori aziendali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il Decreto Direttoriale n. 46 del 15 aprile 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disciplinato, per l’annualità 2026, le modalità di accesso al Fondo Screening e DAE, destinato a finanziare interventi aziendali in materia di prevenzione sanitaria e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/incentivi-2026-per-le-imprese-contributi-fino-a-3-000-euro-per-screening-sanitari-e-defibrillatori-aziendali/">Incentivi 2026 per le imprese: contributi fino a 3.000 euro per screening sanitari e defibrillatori aziendali</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-scaled.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12673" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-scaled.jpg 2560w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-300x200.jpg 300w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-1024x683.jpg 1024w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-768x512.jpg 768w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-1536x1024.jpg 1536w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-2048x1365.jpg 2048w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/stethoscope-840x560.jpg 840w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a>Con il Decreto Direttoriale n. 46 del 15 aprile 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disciplinato, per l’annualità 2026, le modalità di accesso al <strong>Fondo Screening e DAE</strong>, destinato a finanziare interventi aziendali in materia di prevenzione sanitaria e sicurezza nei luoghi di lavoro.</p>
<p>Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche di promozione della salute nei contesti lavorativi, previste dall’art. 1, comma 392, della legge n. 207/2024, con una dotazione finanziaria pari a <strong>500.000 euro annui a decorrere dal 2026</strong>.</p>
<p><strong>Ambito di applicazione: quali interventi sono finanziabili</strong></p>
<p>Il Fondo prevede due linee di intervento, tra loro cumulabili:</p>
<ol>
<li><strong> Programmi di screening e prevenzione sanitaria</strong></li>
</ol>
<p>Sono finanziabili attività aziendali finalizzate alla prevenzione di patologie:</p>
<ul>
<li>cardiovascolari;</li>
<li>oncologiche;</li>
<li>respiratorie.</li>
</ul>
<p>Rientrano tra le spese ammissibili:</p>
<ul>
<li>screening diagnostici e valutazioni del rischio;</li>
<li>prestazioni specialistiche e diagnostico-terapeutiche;</li>
<li>campagne di informazione ed educazione sanitaria;</li>
<li>monitoraggi clinici e controlli periodici;</li>
<li>esami per l’individuazione precoce di patologie tumorali.</li>
</ul>
<p>Condizione essenziale è la stipula, nel corso del 2026, di un <strong>protocollo sanitario</strong> con strutture pubbliche o private accreditate.</p>
<ol start="2">
<li><strong> Acquisto di defibrillatori (DAE)</strong></li>
</ol>
<p>È previsto un contributo per l’acquisto di:</p>
<ul>
<li>defibrillatori semiautomatici;</li>
<li>defibrillatori automatici (DAE);</li>
</ul>
<p>purché dotati di <strong>certificazione CE</strong> e a condizione che l’azienda <strong>non sia già obbligata per legge alla loro dotazione</strong>.</p>
<p><strong>Soggetti beneficiari: requisiti di accesso</strong></p>
<p>Possono accedere al Fondo:</p>
<ul>
<li>tutte le imprese con almeno <strong>un dipendente regolarmente contrattualizzato</strong>;</li>
<li>in regola con:
<ul>
<li>obblighi contributivi (DURC);</li>
<li>assicurativi;</li>
<li>normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Costituiscono cause ostative:</p>
<ul>
<li>condanne definitive per violazioni in materia di sicurezza;</li>
<li>cause interdittive ex D.Lgs. 231/2001;</li>
<li>cause antimafia ex art. 67 D.Lgs. 159/2011.</li>
</ul>
<p><strong>Entità del contributo</strong></p>
<p>Il finanziamento è riconosciuto <strong>a rimborso delle spese sostenute</strong>, nei seguenti limiti:</p>
<ul>
<li>fino a <strong>2.000 euro</strong> per programmi di screening;</li>
<li>fino a <strong>1.000 euro</strong> per acquisto di DAE.</li>
</ul>
<p>Le due misure sono cumulabili, con un potenziale beneficio massimo pari a <strong>3.000 euro per impresa</strong>.</p>
<p><strong>Procedura di domanda: tempistiche e modalità operative</strong></p>
<p>L’accesso al Fondo avviene esclusivamente in modalità telematica:</p>
<ol>
<li><strong>Preregistrazione</strong> su servizi.lavoro.gov.it;</li>
<li><strong>Presentazione della domanda</strong> su screeningdae.lavoro.gov.it tramite SPID o CIE.</li>
</ol>
<p><strong>Finestra temporale:</strong></p>
<ul>
<li>apertura: <strong>27 maggio 2026 (ore 10:00)</strong></li>
<li>chiusura: <strong>31 gennaio 2027 (ore 23:59)</strong></li>
</ul>
<p>Elemento determinante è che le domande vengono istruite <strong>in ordine cronologico di presentazione</strong>, fino ad esaurimento delle risorse.</p>
<p><strong>Documentazione richiesta</strong></p>
<p>A pena di inammissibilità:</p>
<p><strong>Per gli screening:</strong></p>
<ul>
<li>protocollo sanitario sottoscritto;</li>
<li>fattura con riferimento all’accordo;</li>
<li>prova di pagamento tracciabile.</li>
</ul>
<p><strong>Per i DAE:</strong></p>
<ul>
<li>fattura 2026 con indicazione di modello e caratteristiche;</li>
<li>prova di pagamento tracciabile.</li>
</ul>
<p>È espressamente vietata la trasmissione di <strong>dati sanitari dei lavoratori</strong>.</p>
<p><strong>Divieti di cumulo e rapporti con l’INAIL</strong></p>
<p>Un aspetto di particolare rilievo riguarda l’incompatibilità con:</p>
<ul>
<li>la <strong>riduzione del tasso medio INAIL per prevenzione (OT23)</strong>, qualora riferita ai medesimi interventi di screening.</li>
</ul>
<p>Ne deriva la necessità, per le imprese, di effettuare una <strong>valutazione preventiva di convenienza</strong> tra:</p>
<ul>
<li>accesso al Fondo;</li>
<li>benefici contributivi INAIL.</li>
</ul>
<p><strong>Criticità operative e indicazioni strategiche</strong></p>
<p>Dal punto di vista applicativo emergono alcuni elementi chiave:</p>
<ul>
<li>il contributo opera <strong>in logica di rimborso ex post</strong>, con anticipazione integrale dei costi da parte dell’impresa;</li>
<li>la <strong>tempestività nella presentazione</strong> della domanda è decisiva;</li>
<li>è necessario predisporre preventivamente:</li>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li>protocolli sanitari;</li>
<li>documentazione amministrativa;</li>
<li>tracciabilità dei pagamenti.</li>
</ol>
</li>
</ul>
<p>Inoltre, l’erogazione del contributo è subordinata alla permanenza della <strong>regolarità contributiva</strong> e, per i DAE, alla dichiarazione di effettivo possesso del dispositivo.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Il Fondo Screening e DAE 2026 rappresenta un’opportunità concreta per le imprese che intendono investire in <strong>welfare aziendale, prevenzione sanitaria e sicurezza sul lavoro</strong>, ma richiede una gestione attenta sotto il profilo:</p>
<ul>
<li>documentale;</li>
<li>temporale;</li>
<li>strategico (in relazione ad altri incentivi, come l’OT23).</li>
</ul>
<p>Alla luce della limitata dotazione finanziaria e del criterio cronologico di accesso, risulta essenziale un <strong>approccio tempestivo e strutturato</strong>, anche con il supporto di consulenti del lavoro e professionisti specializzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Email aziendale individualizzata: rischio sanzioni fino a 50.000 euro secondo il Garante Privacy</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/email-aziendale-individualizzata-rischio-sanzioni-fino-a-50-000-euro-secondo-il-garante-privacy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Un recente provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali ha riacceso il dibattito sulla gestione della posta elettronica aziendale e sui limiti del diritto di accesso del lavoratore ai dati personali.La decisione, adottata nel marzo 2026, introduce elementi di forte criticità per le imprese, con potenziali impatti sull’organizzazione aziendale, sulla tutela del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12668" style="width: 2570px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-scaled.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-12668" class="size-full wp-image-12668" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1709" srcset="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-scaled.jpg 2560w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-300x200.jpg 300w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-1024x683.jpg 1024w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-768x513.jpg 768w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-1536x1025.jpg 1536w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-2048x1367.jpg 2048w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/04/email-network-communication-perforated-paper-letter-839x560.jpg 839w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a><p id="caption-attachment-12668" class="wp-caption-text">Email network communication perforated paper letter</p></div>
<h2 data-section-id="1joe34d" data-start="281" data-end="300"><span role="text"><strong data-start="284" data-end="300">Introduzione</strong></span></h2>
<p data-start="301" data-end="764">Un recente provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali ha riacceso il dibattito sulla gestione della posta elettronica aziendale e sui limiti del diritto di accesso del lavoratore ai dati personali.<br data-start="518" data-end="521" />La decisione, adottata nel marzo 2026, introduce elementi di forte criticità per le imprese, con potenziali impatti sull’organizzazione aziendale, sulla tutela del know-how e sugli adempimenti in materia di controllo a distanza dei lavoratori.</p>
<h2 data-section-id="jam188" data-start="771" data-end="824"><span role="text"><strong data-start="774" data-end="824">Il caso: accesso integrale alla mail aziendale</strong></span></h2>
<p data-start="825" data-end="1037">Il provvedimento trae origine dal reclamo di un ex dipendente che, cessato il rapporto di lavoro, ha richiesto l’accesso completo alla casella email aziendale a lui assegnata (del tipo <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="1010" data-end="1033">nome.cognome@azienda.it</a>).</p>
<p data-start="1039" data-end="1213">Il datore di lavoro aveva consegnato solo le email di carattere personale, negando l’accesso a quelle attinenti all’attività lavorativa e contenenti informazioni riservate.</p>
<p data-start="1215" data-end="1400">Il Garante ha però accolto il reclamo, ordinando la consegna integrale della corrispondenza e applicando una sanzione amministrativa di € 50.000.</p>
<h2 data-section-id="13ritdn" data-start="1407" data-end="1448"><span role="text"><strong data-start="1410" data-end="1448">Il principio affermato dal Garante</strong></span></h2>
<p data-start="1449" data-end="1587">Secondo l’Autorità, la casella email “individualizzata” sarebbe riconducibile alla sfera personale del lavoratore, con la conseguenza che:</p>
<ul>
<li>tutte le comunicazioni transitanti sarebbero dati personali dell’assegnatario;</li>
<li>il lavoratore avrebbe diritto ad accedere integralmente ai contenuti;</li>
<li>eventuali limitazioni sarebbero ammesse solo in presenza di prova rigorosa di segreti aziendali.</li>
</ul>
<p data-start="1882" data-end="2031">Tale impostazione amplia in modo significativo il diritto di accesso previsto dagli articoli 15 e seguenti del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Regolamento (UE) 2016/679</span></span>.</p>
<h2 data-section-id="bd1r6q" data-start="2038" data-end="2084"><span role="text"><strong data-start="2041" data-end="2084">Profili critici per il datore di lavoro</strong></span></h2>
<h3 data-section-id="quv1oc" data-start="2086" data-end="2140"><span role="text"><strong data-start="2090" data-end="2140">1. Tutela del patrimonio informativo aziendale</strong></span></h3>
<p data-start="2141" data-end="2218">L’accesso indiscriminato alla corrispondenza può comportare la diffusione di:</p>
<ul>
<li>informazioni riservate;</li>
<li>dati commerciali;</li>
<li>strategie aziendali;</li>
<li>dati di terzi (clienti, fornitori).</li>
</ul>
<p data-start="2328" data-end="2369">Si crea quindi un evidente conflitto tra:</p>
<ul>
<li>diritto di accesso del lavoratore;</li>
<li>obblighi di riservatezza e tutela del know-how aziendale.</li>
</ul>
<h3 data-section-id="1k04igf" data-start="2473" data-end="2515"><span role="text"><strong data-start="2477" data-end="2515">2. Gestione delle policy aziendali</strong></span></h3>
<p data-start="2516" data-end="2753">Anche in presenza di regolamenti interni che vietano l’uso personale della posta elettronica, il Garante ritiene comunque che le comunicazioni possano rientrare nella “vita privata” del lavoratore.</p>
<p data-start="2755" data-end="2769">Ne deriva che:</p>
<ul>
<li>le policy aziendali non sono, da sole, sufficienti a limitare l’accesso;</li>
<li>occorre rafforzare l’impianto organizzativo e documentale.</li>
</ul>
<h3 data-section-id="10wqyel" data-start="2912" data-end="2945"><span role="text"><strong data-start="2916" data-end="2945">3. Conservazione dei dati</strong></span></h3>
<p data-start="2946" data-end="2987">Il provvedimento ha ritenuto illegittimi:</p>
<ul>
<li>conservazione delle email per 5 anni;</li>
<li>conservazione dei log di navigazione per 12 mesi.</li>
</ul>
<p data-start="3122" data-end="3197">Ciò impone una revisione dei tempi di retention, alla luce dei principi di:</p>
<ul>
<li>minimizzazione;</li>
<li>limitazione della conservazione (art. 5 GDPR).</li>
</ul>
<h3 data-section-id="51lybs" data-start="3272" data-end="3318"><span role="text"><strong data-start="3276" data-end="3318">4. Controllo a distanza dei lavoratori</strong></span></h3>
<p data-start="3319" data-end="3353">Il Garante ha inoltre qualificato:</p>
<ul>
<li>backup delle email;</li>
<li>log di navigazione</li>
</ul>
<p data-start="3399" data-end="3572">come strumenti potenzialmente idonei al controllo a distanza, soggetti quindi all’art. 4 della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Legge 20 maggio 1970 n. 300</span></span>.</p>
<p data-start="3574" data-end="3623">Secondo tale interpretazione, sarebbe necessario:</p>
<ul>
<li>accordo sindacale, oppure</li>
<li>autorizzazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro</li>
</ul>
<p data-start="3713" data-end="3791">anche per strumenti che, nella prassi, sono considerati “strumenti di lavoro”.</p>
<h2 data-section-id="52f4k5" data-start="3798" data-end="3845"><span role="text"><strong data-start="3801" data-end="3845">Le implicazioni operative per le aziende</strong></span></h2>
<p data-start="3847" data-end="3943">Alla luce di tale orientamento, le imprese sono chiamate ad adottare misure correttive, tra cui:</p>
<h3 data-section-id="v476gm" data-start="3945" data-end="3998"><span role="text"><strong data-start="3949" data-end="3998">1. Revisione del sistema di posta elettronica</strong></span></h3>
<p data-start="3999" data-end="4030">Valutare l’utilizzo di caselle:</p>
<ul>
<li>non individualizzate (es. <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="4060" data-end="4078">ufficio@azienda.it</a>);</li>
<li>basate su funzione o team.</li>
</ul>
<p data-start="4111" data-end="4195">Questa soluzione riduce il rischio di qualificazione della casella come “personale”.</p>
<h3 data-section-id="2odem8" data-start="4202" data-end="4249"><span role="text"><strong data-start="4206" data-end="4249">2. Aggiornamento delle policy aziendali</strong></span></h3>
<p data-start="4250" data-end="4275">È necessario predisporre:</p>
<ul>
<li>regolamenti interni dettagliati sull’uso degli strumenti informatici;</li>
<li>informative privacy aggiornate;</li>
<li>disciplinari aziendali coerenti con il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">D.Lgs. 196/2003</span></span>.</li>
</ul>
<h3 data-section-id="1jysbyr" data-start="4469" data-end="4518"><span role="text"><strong data-start="4473" data-end="4518">3. Adeguamento dei tempi di conservazione</strong></span></h3>
<p data-start="4519" data-end="4555">Occorre definire tempi coerenti con:</p>
<ul>
<li>finalità del trattamento;</li>
<li>obblighi legali (es. fiscali e civilistici);</li>
<li>principi del GDPR.</li>
</ul>
<h3 data-section-id="1i3n4bt" data-start="4659" data-end="4714"><span role="text"><strong data-start="4663" data-end="4714">4. Verifica degli adempimenti ex art. 4 Statuto</strong></span></h3>
<p data-start="4715" data-end="4775">In presenza di strumenti potenzialmente idonei al controllo:</p>
<ul>
<li>valutare la necessità di accordo sindacale;</li>
<li>documentare le finalità organizzative e di sicurezza.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="pjb2q7" data-start="4885" data-end="4903"><span role="text"><strong data-start="4888" data-end="4903">Conclusioni</strong></span></h2>
<p data-start="4904" data-end="5073">Il provvedimento del Garante introduce un orientamento particolarmente rigoroso, che incide in modo significativo sulla gestione degli strumenti informatici aziendali.</p>
<p data-start="5075" data-end="5126">Le imprese devono intervenire con tempestività per:</p>
<ul>
<li>ridurre i rischi sanzionatori;</li>
<li>tutelare il patrimonio informativo;</li>
<li>garantire la conformità alla normativa privacy e lavoristica.</li>
</ul>
<p data-start="5264" data-end="5436">In assenza di adeguati correttivi, la gestione della posta elettronica aziendale può trasformarsi da strumento operativo a potenziale fonte di contenzioso e responsabilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/email-aziendale-individualizzata-rischio-sanzioni-fino-a-50-000-euro-secondo-il-garante-privacy/">Email aziendale individualizzata: rischio sanzioni fino a 50.000 euro secondo il Garante Privacy</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lavoro agile: l’informativa sulla sicurezza diventa obbligo sanzionato (Legge n. 34/2026)</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/lavoro-agile-linformativa-sulla-sicurezza-diventa-obbligo-sanzionato-legge-n-34-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.loscalzo.it/?p=12662</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l’entrata in vigore della Legge n. 34 dell’11 marzo 2026, recante la Legge annuale per le piccole e medie imprese, il legislatore interviene sul sistema di tutela della salute e sicurezza nei rapporti di lavoro agile, introducendo un rilevante elemento di novità: la sanzionabilità dell’obbligo di informativa sulla sicurezza. L’intervento normativo si inserisce in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/lavoro-agile-linformativa-sulla-sicurezza-diventa-obbligo-sanzionato-legge-n-34-2026/">Lavoro agile: l’informativa sulla sicurezza diventa obbligo sanzionato (Legge n. 34/2026)</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
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<p>L’intervento normativo si inserisce in un contesto già delineato dalla Legge n. 81/2017, rafforzandone l’efficacia attraverso l’integrazione nel sistema prevenzionistico del D.Lgs. 81/2008.</p>
<h2><strong>Il quadro normativo antecedente</strong></h2>
<p>L’art. 22 della Legge n. 81/2017 prevedeva, già in origine, che il datore di lavoro fosse tenuto a consegnare:</p>
<ul>
<li>al lavoratore</li>
<li>nonché al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)</li>
</ul>
<p>un’informativa scritta, con cadenza almeno annuale, contenente l’individuazione dei rischi generali e specifici connessi alla modalità di esecuzione della prestazione in lavoro agile.</p>
<p>Tale obbligo, tuttavia, non risultava assistito da una sanzione diretta, in quanto collocato al di fuori del perimetro applicativo del D.Lgs. 81/2008.</p>
<p>Ne derivava una limitata efficacia coercitiva, con possibili riflessi unicamente sul piano della responsabilità civile ovvero nell’ambito della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001.</p>
<h2><strong>Le modifiche introdotte dalla Legge n. 34/2026</strong></h2>
<p>L’art. 11 della Legge n. 34/2026 interviene con una duplice modifica di carattere sistematico:</p>
<h3><strong>1. Inserimento dell’obbligo nel Testo Unico sulla sicurezza</strong></h3>
<p>È introdotto il nuovo comma 7-bis all’art. 3 del D.Lgs. 81/2008, che disciplina espressamente gli obblighi di sicurezza nel lavoro agile, prevedendo che il datore di lavoro assolva agli obblighi compatibili mediante la consegna di un’informativa scritta.</p>
<h3><strong>2. Introduzione della sanzione</strong></h3>
<p>Contestualmente, viene modificato l’art. 55 del medesimo decreto, includendo la violazione dell’obbligo informativo tra le fattispecie sanzionate.</p>
<p>In particolare, l’omissione è punita con:</p>
<ul>
<li>arresto da 2 a 4 mesi, oppure</li>
<li>ammenda da euro 1.708,61 a euro 7.403,96</li>
</ul>
<p>Si realizza, in tal modo, il principio di effettività della tutela prevenzionistica, fondato sulla necessaria correlazione tra obbligo e sanzione.</p>
<h2><strong>Contenuto dell’obbligo informativo</strong></h2>
<p>L’obbligo, pur confermato nei suoi elementi essenziali, assume oggi carattere cogente.</p>
<p>L’informativa deve essere:</p>
<ul>
<li>redatta in forma scritta</li>
<li>consegnata con cadenza almeno annuale</li>
<li>trasmessa anche al RLS</li>
</ul>
<p>e deve contenere:</p>
<ul>
<li>l’individuazione dei rischi generali</li>
<li>l’individuazione dei rischi specifici connessi al lavoro agile</li>
</ul>
<p>Particolare rilievo assume l’analisi dei rischi connessi all’utilizzo dei videoterminali, con implicito richiamo alle disposizioni del Titolo VII del D.Lgs. 81/2008.</p>
<h2><strong>Il criterio della compatibilità degli obblighi</strong></h2>
<p>La norma chiarisce che, nel lavoro agile, il datore di lavoro è tenuto all’adempimento degli obblighi di sicurezza <strong>compatibili con la specifica modalità di esecuzione della prestazione</strong>.</p>
<p>Tale principio tiene conto del fatto che l’attività lavorativa si svolge in ambienti non rientranti nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, con conseguente esclusione degli obblighi relativi al controllo diretto dei luoghi.</p>
<p>Permane, tuttavia, l’obbligo datoriale di:</p>
<ul>
<li>valutazione dei rischi</li>
<li>informazione</li>
<li>predisposizione di misure preventive</li>
</ul>
<h2><strong>Obblighi del lavoratore</strong></h2>
<p>In coerenza con quanto previsto dall’art. 20 del D.Lgs. 81/2008, il lavoratore è tenuto a:</p>
<ul>
<li>cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione</li>
<li>attenersi alle indicazioni fornite dal datore di lavoro</li>
</ul>
<p>Nel contesto del lavoro agile, tale cooperazione assume carattere essenziale, configurando un modello di responsabilità condivisa.</p>
<h2><strong>Profili operativi per i datori di lavoro</strong></h2>
<p>Alla luce della novella normativa, i datori di lavoro sono tenuti a:</p>
<ul>
<li>verificare l’esistenza e l’adeguatezza dell’informativa sulla sicurezza</li>
<li>aggiornare i contenuti in relazione ai rischi specifici dello smart working</li>
<li>garantire la tracciabilità della consegna al lavoratore e al RLS</li>
<li>assicurare l’aggiornamento periodico, almeno annuale</li>
</ul>
<p>L’adempimento assume oggi rilievo anche in sede ispettiva, con possibili conseguenze sanzionatorie in caso di omissione o inadeguatezza.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>L’intervento operato dalla Legge n. 34/2026 non introduce nuovi obblighi sostanziali, ma attribuisce piena efficacia a un adempimento già previsto dall’ordinamento, attraverso la sua integrazione nel sistema sanzionatorio del D.Lgs. 81/2008.</p>
<p>L’informativa sulla sicurezza nel lavoro agile si configura, pertanto, quale <strong>strumento essenziale di prevenzione e di compliance normativa</strong>, la cui corretta gestione rappresenta un elemento imprescindibile nell’organizzazione aziendale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E-bike aziendale nel welfare: quando non è tassata per il lavoratore</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/e-bike-aziendale-nel-welfare-quando-non-e-tassata-per-il-lavoratore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mobilità sostenibile entra ufficialmente tra gli strumenti di welfare aziendale. Con la risposta a interpello n. 41/2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la concessione ai dipendenti di biciclette a pedalata assistita (e-bike) può rientrare tra i benefit non imponibili, purché siano rispettate precise condizioni previste dalla normativa fiscale. La misura rappresenta un’interessante opportunità [&#8230;]</p>
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<p data-start="862" data-end="1080">La misura rappresenta un’interessante opportunità per le imprese che intendono promuovere <strong data-start="952" data-end="1016">politiche di mobilità sostenibile e benessere dei lavoratori</strong>, beneficiando al contempo di un trattamento fiscale favorevole.</p>
<h1 data-section-id="1760lkh" data-start="1087" data-end="1158">E-bike aziendale e welfare: il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate</h1>
<p data-start="1160" data-end="1386">Secondo l’Agenzia delle Entrate, la concessione gratuita ai dipendenti di una <strong data-start="1238" data-end="1295">e-bike utilizzabile anche per il tragitto casa-lavoro</strong> può essere considerata un intervento di welfare aziendale con finalità di utilità sociale.</p>
<p data-start="1388" data-end="1432">In particolare, l’utilizzo della bicicletta:</p>
<ul>
<li data-start="1436" data-end="1480">favorisce forme di <strong data-start="1455" data-end="1479">mobilità sostenibile</strong>;</li>
<li data-start="1483" data-end="1542">contribuisce alla <strong data-start="1501" data-end="1541">riduzione delle emissioni inquinanti</strong>;</li>
<li data-start="1545" data-end="1603">promuove il <strong data-start="1557" data-end="1602">benessere fisico e mentale dei lavoratori</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="1605" data-end="1837">Per queste ragioni il beneficio può rientrare nella disciplina prevista dall’<strong data-start="1682" data-end="1727">articolo 51, comma 2, lettera f, del TUIR</strong>, che consente di escludere dal reddito di lavoro dipendente determinate utilità erogate dal datore di lavoro.</p>
<p data-start="1839" data-end="1998">Di conseguenza, <strong data-start="1855" data-end="1942">l’e-bike concessa ai dipendenti non concorre alla formazione del reddito imponibile</strong>, a condizione che siano rispettati specifici requisiti.</p>
<h1 data-section-id="100ufx0" data-start="2005" data-end="2044">Le condizioni per l’esenzione fiscale</h1>
<p data-start="2046" data-end="2196">Affinché la concessione della e-bike sia qualificata come <strong data-start="2104" data-end="2137">welfare aziendale non tassato</strong>, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali.</p>
<h2 data-section-id="1fpju80" data-start="2198" data-end="2261">Offerta alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti</h2>
<p data-start="2263" data-end="2296">Il benefit deve essere destinato:</p>
<ul>
<li data-start="2300" data-end="2344">alla <strong data-start="2305" data-end="2334">generalità dei lavoratori</strong>, oppure</li>
<li data-start="2347" data-end="2386">a <strong data-start="2349" data-end="2385">categorie omogenee di dipendenti</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2388" data-end="2487">Non è quindi possibile riconoscere il beneficio a singoli lavoratori individuati discrezionalmente.</p>
<h2 data-section-id="pw7f6o" data-start="2489" data-end="2527">Erogazione esclusivamente in natura</h2>
<p data-start="2529" data-end="2616">La messa a disposizione della e-bike deve avvenire <strong data-start="2580" data-end="2593">in natura</strong>, senza possibilità di:</p>
<ul>
<li data-start="2620" data-end="2656">erogare somme sostitutive in denaro;</li>
<li data-start="2659" data-end="2689">riconoscere rimborsi monetari.</li>
</ul>
<p data-start="2691" data-end="2846">Il lavoratore può utilizzare il mezzo, ma <strong data-start="2733" data-end="2780">non deve intervenire nel rapporto economico</strong> tra l’azienda e il fornitore (ad esempio una società di leasing).</p>
<h2 data-section-id="v20ecv" data-start="2848" data-end="2879">Benefit non personalizzabile</h2>
<p data-start="2881" data-end="2995">Un elemento particolarmente rilevante evidenziato dall’Agenzia riguarda la <strong data-start="2956" data-end="2994">non personalizzabilità del benefit</strong>.</p>
<p data-start="2997" data-end="3011">Il dipendente:</p>
<ul>
<li data-start="3015" data-end="3072">può accettare o rifiutare l’e-bike proposta dall’azienda;</li>
<li data-start="3075" data-end="3177"><strong data-start="3075" data-end="3138">non può scegliere modello, marca o caratteristiche tecniche</strong> con eventuale integrazione del prezzo.</li>
</ul>
<p data-start="3179" data-end="3316">In caso contrario, il benefit perderebbe i requisiti del welfare aziendale e <strong data-start="3256" data-end="3299">l’intero valore diventerebbe imponibile</strong> ai fini fiscali.</p>
<h1 data-section-id="1tsjxxw" data-start="3323" data-end="3361">Utilizzo per il tragitto casa-lavoro</h1>
<p data-start="3363" data-end="3521">Nel caso esaminato dall’Agenzia, il piano aziendale prevedeva che il dipendente utilizzasse la bicicletta per <strong data-start="3473" data-end="3520">almeno il 30% degli spostamenti casa-lavoro</strong>.</p>
<p data-start="3523" data-end="3654">Secondo l’Amministrazione finanziaria, questa condizione è sufficiente per dimostrare la finalità di utilità sociale del beneficio.</p>
<p data-start="3656" data-end="3884">È importante evidenziare che il tragitto casa-lavoro viene considerato <strong data-start="3727" data-end="3764">attività personale del lavoratore</strong>, svolta al di fuori dell’orario di lavoro. Tuttavia, ciò non impedisce di qualificare l’utilità come welfare aziendale.</p>
<h1 data-section-id="1qtog7d" data-start="3891" data-end="3926">Trattamento fiscale per l’impresa</h1>
<p data-start="3928" data-end="4046">Dal punto di vista dell’azienda, i costi sostenuti per mettere a disposizione le e-bike possono essere <strong data-start="4031" data-end="4045">deducibili</strong>.</p>
<p data-start="4048" data-end="4063">In particolare:</p>
<ul>
<li data-start="4067" data-end="4121"><strong data-start="4067" data-end="4090">deduzione integrale</strong>, se il benefit è previsto da:
<ol>
<li data-start="4067" data-end="4121">contratto collettivo;</li>
<li data-start="4067" data-end="4121">accordo aziendale;</li>
<li data-start="4067" data-end="4121">regolamento aziendale;</li>
</ol>
</li>
<li data-start="4203" data-end="4350"><strong data-start="4203" data-end="4282">deduzione entro il limite del 5 per mille delle spese per lavoro dipendente</strong>, se il welfare è riconosciuto volontariamente dal datore di lavoro.</li>
</ul>
<p data-start="4352" data-end="4477">La disciplina trova fondamento nell’<strong data-start="4388" data-end="4413">articolo 100 del TUIR</strong>, che regola le spese sostenute per finalità di utilità sociale.</p>
<h1 data-section-id="1occmc5" data-start="4484" data-end="4516">Il tema della detraibilità IVA</h1>
<p data-start="4518" data-end="4590">Diversa è la posizione dell’Agenzia delle Entrate in materia di <strong data-start="4582" data-end="4589">IVA</strong>.</p>
<p data-start="4592" data-end="4738">Secondo l’interpretazione fornita nell’interpello, l’imposta pagata sui canoni di leasing o sull’acquisto delle e-bike <strong data-start="4711" data-end="4737">non sarebbe detraibile</strong>.</p>
<p data-start="4740" data-end="5001">La motivazione è legata al fatto che la concessione gratuita ai dipendenti costituisce un’operazione <strong data-start="4841" data-end="4860">fuori campo IVA</strong>, ai sensi dell’<strong data-start="4876" data-end="4917">articolo 3, comma 3, del DPR 633/1972</strong>, e quindi mancherebbe il collegamento diretto tra acquisti e operazioni imponibili.</p>
<p data-start="5003" data-end="5279">Tuttavia, la questione rimane dibattuta, poiché parte della giurisprudenza europea e nazionale ha riconosciuto, in alcune circostanze, la <strong data-start="5141" data-end="5213">detraibilità dell’IVA su costi sostenuti nell’interesse dell’impresa</strong>, anche quando i servizi sono fruiti gratuitamente dai dipendenti.</p>
<h1 data-section-id="51aqyi" data-start="5286" data-end="5356">Welfare aziendale e mobilità sostenibile: opportunità per le imprese</h1>
<p data-start="5358" data-end="5503">L’orientamento dell’Agenzia delle Entrate conferma che la mobilità sostenibile può rappresentare uno strumento efficace di <strong data-start="5481" data-end="5502">welfare aziendale</strong>.</p>
<p data-start="5505" data-end="5559">Tra i principali vantaggi per le imprese si segnalano:</p>
<ul>
<li data-start="5563" data-end="5609">miglioramento del <strong data-start="5581" data-end="5608">benessere organizzativo</strong>;</li>
<li data-start="5612" data-end="5664">riduzione dell’impatto ambientale degli spostamenti;</li>
<li data-start="5667" data-end="5735">maggiore <strong data-start="5676" data-end="5705">attrattività dell’azienda</strong> nei confronti dei lavoratori;</li>
<li data-start="5738" data-end="5790">benefici fiscali legati alla disciplina del welfare.</li>
</ul>
<h1 data-section-id="nqgzcc" data-start="5797" data-end="5810">Conclusioni</h1>
<p data-start="5812" data-end="6021">La concessione ai dipendenti di <strong data-start="5844" data-end="5914">biciclette elettriche nell’ambito di un piano di welfare aziendale</strong> può rappresentare una soluzione innovativa per promuovere mobilità sostenibile e benessere dei lavoratori.</p>
<p data-start="6023" data-end="6101">Affinché il beneficio sia <strong data-start="6049" data-end="6082">esente da imposizione fiscale</strong>, è necessario che:</p>
<ul>
<li data-start="6105" data-end="6172">sia destinato alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti;</li>
<li data-start="6175" data-end="6214">venga erogato esclusivamente in natura;</li>
<li data-start="6217" data-end="6257">non sia personalizzabile dal lavoratore;</li>
<li data-start="6260" data-end="6322">rispetti le condizioni previste dall’<strong data-start="6297" data-end="6321">articolo 51 del TUIR</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="6324" data-end="6485">Una corretta progettazione del piano di welfare consente quindi alle imprese di <strong data-start="6404" data-end="6484">conciliare sostenibilità ambientale, politiche di welfare e vantaggi fiscali</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Chat WhatsApp tra colleghi: quando non possono essere utilizzate per sanzioni disciplinari</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/chat-whatsapp-tra-colleghi-quando-non-possono-essere-utilizzate-per-sanzioni-disciplinari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:37:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.loscalzo.it/?p=12655</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una recente decisione della Corte d’Appello di Ancona (sentenza 12 febbraio 2026) ha ribadito un principio di grande rilievo nel diritto del lavoro: i messaggi scambiati tra colleghi in una chat WhatsApp privata non possono essere utilizzati dal datore di lavoro per irrogare sanzioni disciplinari, anche se il loro contenuto è offensivo o denigratorio nei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="486" data-end="907"><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12656" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-scaled.jpg 2560w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-300x200.jpg 300w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-1024x683.jpg 1024w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-768x512.jpg 768w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-1536x1024.jpg 1536w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-2048x1365.jpg 2048w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/realistic-phone-with-social-media-840x560.jpg 840w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a>Una recente decisione della <strong data-start="514" data-end="571">Corte d’Appello di Ancona (sentenza 12 febbraio 2026)</strong> ha ribadito un principio di grande rilievo nel diritto del lavoro: <strong data-start="639" data-end="791">i messaggi scambiati tra colleghi in una chat WhatsApp privata non possono essere utilizzati dal datore di lavoro per irrogare sanzioni disciplinari</strong>, anche se il loro contenuto è offensivo o denigratorio nei confronti dei superiori o dell’organizzazione aziendale.</p>
<p data-start="909" data-end="1093">Il motivo risiede nella tutela costituzionale della <strong data-start="961" data-end="996">segretezza della corrispondenza</strong>, prevista dall’<strong data-start="1012" data-end="1046">articolo 15 della Costituzione</strong>, che protegge anche le comunicazioni digitali.</p>
<h1 data-section-id="i84ff7" data-start="1100" data-end="1169">Chat WhatsApp tra colleghi: il caso esaminato dalla Corte d’Appello</h1>
<p data-start="1171" data-end="1269">La vicenda riguarda una lavoratrice impiegata nel reparto pescheria di una catena di supermercati.</p>
<p data-start="1271" data-end="1437">All’interno di una <strong data-start="1290" data-end="1361">chat WhatsApp composta esclusivamente da cinque colleghi di reparto</strong>, la dipendente aveva inviato diversi messaggi vocali e testuali contenenti:</p>
<ul>
<li data-start="1441" data-end="1479">critiche all’organizzazione aziendale;</li>
<li data-start="1482" data-end="1517">giudizi sulla qualità dei prodotti;</li>
<li data-start="1520" data-end="1581">espressioni offensive nei confronti dei superiori gerarchici.</li>
</ul>
<p data-start="1583" data-end="1763">Uno dei partecipanti alla chat aveva successivamente <strong data-start="1636" data-end="1679">mostrato i messaggi al datore di lavoro</strong>, il quale aveva avviato un procedimento disciplinare, contestando alla lavoratrice:</p>
<ul>
<li data-start="1767" data-end="1787"><strong data-start="1767" data-end="1787">insubordinazione</strong></li>
<li data-start="1790" data-end="1825"><strong data-start="1790" data-end="1825">lesione dell’immagine aziendale</strong></li>
</ul>
<p data-start="1827" data-end="1932">La sanzione applicata consisteva nella <strong data-start="1866" data-end="1931">sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per cinque giorni</strong>.</p>
<h1 data-section-id="130w74i" data-start="1939" data-end="1967">Il giudizio di primo grado</h1>
<p data-start="1969" data-end="2063">Il <strong data-start="1972" data-end="1995">Tribunale di Ancona</strong>, in primo grado, aveva ritenuto legittima la sanzione disciplinare.</p>
<p data-start="2065" data-end="2290">Secondo il giudice, il <strong data-start="2088" data-end="2125">diritto di critica del lavoratore</strong> avrebbe potuto giustificare le osservazioni riguardanti l’organizzazione del lavoro o la qualità dei prodotti, ma non le espressioni offensive rivolte ai superiori.</p>
<h1 data-section-id="1mwuyzc" data-start="2297" data-end="2358">La decisione della Corte d’Appello: messaggi inutilizzabili</h1>
<p data-start="2360" data-end="2476">La <strong data-start="2363" data-end="2392">Corte d’Appello di Ancona</strong> ha però ribaltato la decisione, ritenendo <strong data-start="2435" data-end="2475">illegittima la sanzione disciplinare</strong>.</p>
<p data-start="2478" data-end="2585">Il punto centrale della decisione riguarda l’<strong data-start="2523" data-end="2584">utilizzabilità dei messaggi WhatsApp in sede disciplinare</strong>.</p>
<p data-start="2587" data-end="2604">Secondo la Corte:</p>
<ul>
<li data-start="2608" data-end="2675">una <strong data-start="2612" data-end="2636">chat WhatsApp chiusa</strong>, composta solo da persone selezionate;</li>
<li data-start="2678" data-end="2706">con destinatari determinati;</li>
<li data-start="2709" data-end="2759">finalizzata a mantenere la comunicazione riservata</li>
</ul>
<p data-start="2761" data-end="2925">deve essere considerata <strong data-start="2785" data-end="2811">corrispondenza privata</strong>, tutelata dall’<strong data-start="2827" data-end="2861">articolo 15 della Costituzione</strong>, che garantisce la libertà e la segretezza delle comunicazioni.</p>
<p data-start="2927" data-end="3024">Di conseguenza, <strong data-start="2943" data-end="3023">il datore di lavoro non può utilizzare tali messaggi come prova disciplinare</strong>.</p>
<h1 data-section-id="1bhenms" data-start="3031" data-end="3106">Anche la divulgazione da parte di un collega non cambia la natura privata</h1>
<p data-start="3108" data-end="3277">Un elemento particolarmente rilevante della sentenza riguarda la circostanza che i messaggi siano stati consegnati al datore di lavoro da uno dei partecipanti alla chat.</p>
<p data-start="3279" data-end="3296">Secondo la Corte:</p>
<ul>
<li data-start="3300" data-end="3365">la divulgazione della comunicazione da parte di un destinatario</li>
<li data-start="3368" data-end="3415"><strong data-start="3368" data-end="3415">non elimina la natura privata del messaggio</strong></li>
</ul>
<p data-start="3417" data-end="3556">Pertanto la comunicazione <strong data-start="3443" data-end="3492">rimane tutelata come corrispondenza riservata</strong>, anche quando uno dei partecipanti decide di mostrarla a terzi.</p>
<h1 data-section-id="1evg2dw" data-start="3563" data-end="3600">L’orientamento della giurisprudenza</h1>
<p data-start="3602" data-end="3687">La decisione si inserisce in un <strong data-start="3634" data-end="3686">orientamento giurisprudenziale ormai consolidato</strong>.</p>
<p data-start="3689" data-end="3865">In particolare, la <strong data-start="3708" data-end="3756">Corte di Cassazione (sentenza n. 21965/2018)</strong> ha già chiarito che i messaggi scambiati all’interno di gruppi WhatsApp composti esclusivamente da colleghi:</p>
<ul>
<li data-start="3869" data-end="3917">non sono assimilabili a comunicazioni pubbliche;</li>
<li data-start="3920" data-end="3956">costituiscono comunicazioni private;</li>
<li data-start="3959" data-end="4022">sono quindi <strong data-start="3971" data-end="4021">tutelati dalla segretezza della corrispondenza</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="4024" data-end="4114">Un’interpretazione confermata anche dalla <strong data-start="4066" data-end="4113">Corte Costituzionale (sentenza n. 170/2023)</strong>.</p>
<h1 data-section-id="dp6qx5" data-start="4121" data-end="4164">Linguaggio offensivo e diritto di critica</h1>
<p data-start="4166" data-end="4354">La giurisprudenza ha inoltre precisato che <strong data-start="4209" data-end="4353">la gravità delle espressioni utilizzate non è sufficiente a trasformare una comunicazione privata in una condotta disciplinarmente rilevante</strong>.</p>
<p data-start="4356" data-end="4385">Anche quando il linguaggio è:</p>
<ul>
<li data-start="4389" data-end="4398">offensivo</li>
<li data-start="4401" data-end="4413">denigratorio</li>
<li data-start="4416" data-end="4429">inappropriato</li>
</ul>
<p data-start="4431" data-end="4523">la comunicazione resta protetta se avviene <strong data-start="4474" data-end="4522">all’interno di una chat privata tra colleghi</strong>.</p>
<p data-start="4525" data-end="4641">Resta comunque fermo che il <strong data-start="4553" data-end="4590">diritto di critica del lavoratore</strong> deve essere esercitato nel rispetto dei limiti di:</p>
<ul>
<li data-start="4645" data-end="4667"><strong data-start="4645" data-end="4667">continenza formale</strong></li>
<li data-start="4670" data-end="4696"><strong data-start="4670" data-end="4696">continenza sostanziale</strong></li>
</ul>
<h1 data-section-id="190yc45" data-start="4703" data-end="4748">Implicazioni per aziende e datori di lavoro</h1>
<p data-start="4750" data-end="4848">La pronuncia offre indicazioni operative importanti per la gestione dei procedimenti disciplinari.</p>
<p data-start="4850" data-end="4865">In particolare:</p>
<p data-start="4867" data-end="4993"><strong data-start="4867" data-end="4903">1. Verifica delle fonti di prova</strong><br data-start="4903" data-end="4906" />Non tutti i contenuti digitali possono essere utilizzati nel procedimento disciplinare.</p>
<p data-start="4995" data-end="5173"><strong data-start="4995" data-end="5039">2. Attenzione alle comunicazioni private</strong><br data-start="5039" data-end="5042" />Chat WhatsApp, messaggi privati o comunicazioni dirette tra colleghi possono essere protetti dalla segretezza della corrispondenza.</p>
<p data-start="5175" data-end="5349"><strong data-start="5175" data-end="5221">3. Rischio di illegittimità delle sanzioni</strong><br data-start="5221" data-end="5224" />L’utilizzo di prove acquisite in violazione della riservatezza può comportare <strong data-start="5302" data-end="5348">l’annullamento della sanzione disciplinare</strong>.</p>
<h1 data-section-id="nqgzcc" data-start="5356" data-end="5369">Conclusioni</h1>
<p data-start="5371" data-end="5725">La sentenza della <strong data-start="5389" data-end="5439">Corte d’Appello di Ancona del 12 febbraio 2026</strong> conferma che i messaggi scambiati tra colleghi all’interno di una <strong data-start="5506" data-end="5623">chat WhatsApp privata non possono essere utilizzati dal datore di lavoro per fondare un procedimento disciplinare</strong>, in quanto rientrano nella tutela costituzionale della <strong data-start="5679" data-end="5724">libertà e segretezza della corrispondenza</strong>.</p>
<p data-start="5727" data-end="5938">Per le imprese diventa quindi fondamentale valutare con attenzione <strong data-start="5794" data-end="5865">la legittimità delle prove utilizzate nei procedimenti disciplinari</strong>, al fine di evitare contenziosi e possibili annullamenti delle sanzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/chat-whatsapp-tra-colleghi-quando-non-possono-essere-utilizzate-per-sanzioni-disciplinari/">Chat WhatsApp tra colleghi: quando non possono essere utilizzate per sanzioni disciplinari</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Superminimo e equivalenza tra contratti collettivi negli appalti pubblici: i chiarimenti del TAR Emilia-Romagna</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/superminimo-e-equivalenza-tra-contratti-collettivi-negli-appalti-pubblici-i-chiarimenti-del-tar-emilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.loscalzo.it/?p=12652</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una recente pronuncia del TAR Emilia-Romagna (sentenza n. 325/2026) ha affrontato un tema di grande rilevanza nella gestione del lavoro negli appalti pubblici: la possibilità di utilizzare il superminimo individuale per garantire l’equivalenza tra il contratto collettivo applicato dall’appaltatore e quello indicato dalla stazione appaltante. La decisione offre importanti indicazioni interpretative sull’art. 11 del D.Lgs. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/superminimo-e-equivalenza-tra-contratti-collettivi-negli-appalti-pubblici-i-chiarimenti-del-tar-emilia-romagna/">Superminimo e equivalenza tra contratti collettivi negli appalti pubblici: i chiarimenti del TAR Emilia-Romagna</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="502" data-end="853"><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12653" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1709" srcset="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-scaled.jpg 2560w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-300x200.jpg 300w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-1024x683.jpg 1024w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-768x513.jpg 768w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-1536x1025.jpg 1536w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-2048x1367.jpg 2048w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/03/close-up-man-with-white-helmet-outdoors-839x560.jpg 839w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a>Una recente pronuncia del <strong data-start="528" data-end="573">TAR Emilia-Romagna (sentenza n. 325/2026)</strong> ha affrontato un tema di grande rilevanza nella gestione del lavoro negli appalti pubblici: la possibilità di utilizzare il <strong data-start="698" data-end="725">superminimo individuale</strong> per garantire l’equivalenza tra il contratto collettivo applicato dall’appaltatore e quello indicato dalla stazione appaltante.</p>
<p data-start="855" data-end="1078">La decisione offre importanti indicazioni interpretative sull’<strong data-start="917" data-end="982">art. 11 del D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici)</strong>, con ricadute operative significative per imprese, stazioni appaltanti e consulenti del lavoro.</p>
<h1 data-section-id="1pkr8cj" data-start="1085" data-end="1146">Il principio di equivalenza tra CCNL negli appalti pubblici</h1>
<p data-start="1148" data-end="1431">L’articolo 11 del <strong data-start="1166" data-end="1199">Codice dei contratti pubblici</strong> prevede che gli operatori economici possano applicare anche un <strong data-start="1263" data-end="1295">contratto collettivo diverso</strong> da quello indicato dalla stazione appaltante, purché sia garantito ai lavoratori <strong data-start="1377" data-end="1430">un livello di tutele complessivamente equivalente</strong>.</p>
<p data-start="1433" data-end="1486">La norma mira a bilanciare due esigenze fondamentali:</p>
<ul>
<li data-start="1490" data-end="1542">la <strong data-start="1493" data-end="1518">tutela dei lavoratori</strong> impiegati nell’appalto;</li>
<li data-start="1545" data-end="1613">la <strong data-start="1548" data-end="1587">libertà sindacale e imprenditoriale</strong> dell’operatore economico.</li>
</ul>
<p data-start="1615" data-end="1807">È infatti principio consolidato che non possa essere imposto rigidamente l’utilizzo di uno specifico CCNL, purché il contratto applicato assicuri <strong data-start="1761" data-end="1806">tutele economiche e normative comparabili</strong>.</p>
<h1 data-section-id="u0sm8k" data-start="1814" data-end="1841">Il caso esaminato dal TAR</h1>
<p data-start="1843" data-end="1974">Nel caso oggetto della decisione, l’impresa affidataria applicava un <strong data-start="1912" data-end="1928">CCNL diverso</strong> rispetto a quello indicato nel bando di gara.</p>
<p data-start="1976" data-end="2119">Per compensare la differenza tra i <strong data-start="2011" data-end="2049">minimi tabellari dei due contratti</strong>, l’operatore economico aveva dichiarato di riconoscere ai lavoratori:</p>
<ul>
<li data-start="2123" data-end="2156">un <strong data-start="2126" data-end="2153">superminimo individuale</strong>,</li>
<li data-start="2159" data-end="2177">non assorbibile,</li>
<li data-start="2180" data-end="2235">applicato a tutto il personale impegnato nell’appalto</li>
<li data-start="2238" data-end="2272">per l’intera durata del contratto.</li>
</ul>
<p data-start="2274" data-end="2386">Tale soluzione era stata proposta con l’obiettivo di garantire un trattamento economico complessivo equivalente.</p>
<h1 data-section-id="1k79rlu" data-start="2393" data-end="2452">Il superminimo non garantisce l’equivalenza tra contratti</h1>
<p data-start="2454" data-end="2584">Il TAR Emilia-Romagna ha però ritenuto che questa soluzione <strong data-start="2514" data-end="2583">non sia idonea a garantire l’equivalenza tra contratti collettivi</strong>.</p>
<p data-start="2586" data-end="2607">Secondo il Tribunale:</p>
<ul>
<li data-start="2611" data-end="2679">il <strong data-start="2614" data-end="2629">superminimo</strong> è una voce retributiva <strong data-start="2653" data-end="2678">di natura individuale</strong>;</li>
<li data-start="2682" data-end="2748">non costituisce un elemento <strong data-start="2710" data-end="2747">tipizzato e obbligatorio del CCNL</strong>;</li>
<li data-start="2751" data-end="2870">rappresenta semplicemente una <strong data-start="2781" data-end="2823">eccedenza rispetto ai minimi tabellari</strong>, concordata tra datore di lavoro e lavoratore.</li>
</ul>
<p data-start="2872" data-end="3093">Di conseguenza, la verifica dell’equivalenza tra contratti collettivi deve avvenire <strong data-start="2956" data-end="2998">esclusivamente confrontando i due CCNL</strong>, senza considerare componenti retributive individuali introdotte unilateralmente dall’impresa.</p>
<h1 data-section-id="1ea6784" data-start="3100" data-end="3159">Il parametro di riferimento resta il contratto collettivo</h1>
<p data-start="3161" data-end="3345">La sentenza evidenzia che il legislatore, nell’art. 11 del D.Lgs. 36/2023, individua nel <strong data-start="3250" data-end="3284">contratto collettivo nazionale</strong> il parametro per garantire ai lavoratori “le stesse tutele”.</p>
<p data-start="3347" data-end="3356">Pertanto:</p>
<ul>
<li data-start="3360" data-end="3424">la comparazione deve riguardare <strong data-start="3392" data-end="3423">solo i contratti collettivi</strong>;</li>
<li data-start="3427" data-end="3506">non possono essere considerate <strong data-start="3458" data-end="3505">integrazioni individuali della retribuzione</strong>;</li>
<li data-start="3509" data-end="3595">l’equivalenza deve emergere <strong data-start="3537" data-end="3565">dalla struttura dei CCNL</strong> e non da accordi individuali.</li>
</ul>
<p data-start="3597" data-end="3638">Sulla base di questo principio il TAR ha:</p>
<ul>
<li data-start="3642" data-end="3679"><strong data-start="3642" data-end="3676">annullato la procedura di gara</strong>,</li>
<li data-start="3682" data-end="3746">dichiarato <strong data-start="3693" data-end="3745">inefficace il contratto di appalto già stipulato</strong>.</li>
</ul>
<h1 data-section-id="75hw82" data-start="3753" data-end="3791">Il confronto con l’orientamento ANAC</h1>
<p data-start="3793" data-end="4130">La posizione del TAR sembra divergere, almeno in parte, dall’orientamento espresso da <strong data-start="3879" data-end="3887">ANAC</strong> nella relazione al <strong data-start="3907" data-end="3931">Bando tipo n. 1/2023</strong>, secondo cui l’operatore economico potrebbe impegnarsi a garantire ai lavoratori <strong data-start="4013" data-end="4058">tutele economiche e normative equivalenti</strong> anche mediante strumenti di armonizzazione del trattamento retributivo.</p>
<p data-start="4132" data-end="4265">In tale prospettiva, il <strong data-start="4156" data-end="4171">superminimo</strong> è spesso considerato uno degli strumenti per colmare le differenze tra i minimi contrattuali.</p>
<p data-start="4267" data-end="4452">La sentenza del TAR introduce quindi un’interpretazione più restrittiva, ponendo l’accento sul fatto che l’equivalenza deve essere verificata <strong data-start="4409" data-end="4451">a livello di contrattazione collettiva</strong>.</p>
<h1 data-section-id="w97kz0" data-start="4459" data-end="4523">Un possibile spazio per la contrattazione collettiva aziendale</h1>
<p data-start="4525" data-end="4713">La pronuncia non affronta direttamente un ulteriore aspetto potenzialmente rilevante: la possibilità di garantire l’equivalenza attraverso <strong data-start="4664" data-end="4712">accordi collettivi aziendali o di prossimità</strong>.</p>
<p data-start="4715" data-end="4731">In tale ipotesi:</p>
<ul>
<li data-start="4735" data-end="4772">la fonte non sarebbe più individuale;</li>
<li data-start="4775" data-end="4845">il trattamento economico deriverebbe da <strong data-start="4815" data-end="4844">contrattazione collettiva</strong>;</li>
<li data-start="4848" data-end="4953">si configurerebbe quindi un <strong data-start="4876" data-end="4898">vincolo collettivo</strong> e non una semplice integrazione salariale individuale.</li>
</ul>
<p data-start="4955" data-end="5043">Questo profilo potrebbe assumere particolare importanza nella prassi applicativa futura.</p>
<h1 data-section-id="tsqz0k" data-start="5050" data-end="5110">Implicazioni operative per imprese e consulenti del lavoro</h1>
<p data-start="5112" data-end="5239">La decisione del TAR Emilia-Romagna evidenzia alcuni profili di attenzione nella gestione del personale negli appalti pubblici:</p>
<p data-start="5241" data-end="5391"><strong data-start="5241" data-end="5286">1. Verifica preventiva del CCNL applicato</strong><br data-start="5286" data-end="5289" />L’impresa deve valutare attentamente la compatibilità tra il proprio CCNL e quello indicato nel bando.</p>
<p data-start="5393" data-end="5503"><strong data-start="5393" data-end="5441">2. Attenzione alla comparazione delle tutele</strong><br data-start="5441" data-end="5444" />La verifica deve riguardare l’intero impianto contrattuale:</p>
<ul>
<li data-start="5507" data-end="5526">retribuzione minima</li>
<li data-start="5529" data-end="5547">istituti normativi</li>
<li data-start="5550" data-end="5566">orario di lavoro</li>
<li data-start="5569" data-end="5585">ferie e permessi</li>
<li data-start="5588" data-end="5622">indennità e trattamenti accessori.</li>
</ul>
<p data-start="5624" data-end="5760"><strong data-start="5624" data-end="5666">3. Limiti all’utilizzo del superminimo</strong><br data-start="5666" data-end="5669" />Il superminimo individuale non è sufficiente a colmare differenze tra contratti collettivi.</p>
<p data-start="5762" data-end="5938"><strong data-start="5762" data-end="5826">4. Possibile ruolo della contrattazione collettiva aziendale</strong><br data-start="5826" data-end="5829" />In alcune situazioni potrebbe essere opportuno valutare strumenti di armonizzazione <strong data-start="5913" data-end="5937">di natura collettiva</strong>.</p>
<h1 data-section-id="nqgzcc" data-start="5945" data-end="5958">Conclusioni</h1>
<p data-start="5960" data-end="6206">La sentenza <strong data-start="5972" data-end="6006">TAR Emilia-Romagna n. 325/2026</strong> ribadisce che l’equivalenza tra contratti collettivi negli appalti pubblici deve essere valutata <strong data-start="6104" data-end="6142">esclusivamente sulla base dei CCNL</strong> e non può essere garantita tramite <strong data-start="6178" data-end="6205">superminimi individuali</strong>.</p>
<p data-start="6208" data-end="6456">Per le imprese partecipanti alle gare pubbliche diventa quindi fondamentale effettuare un’analisi preventiva dei contratti collettivi applicati, al fine di evitare contestazioni sulla legittimità dell’offerta e sulla corretta tutela dei lavoratori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/superminimo-e-equivalenza-tra-contratti-collettivi-negli-appalti-pubblici-i-chiarimenti-del-tar-emilia-romagna/">Superminimo e equivalenza tra contratti collettivi negli appalti pubblici: i chiarimenti del TAR Emilia-Romagna</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
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		<title>NASpI e lavoro intermittente: ai fini della decadenza contano solo i giorni effettivamente lavorati</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/naspi-e-lavoro-intermittente-ai-fini-della-decadenza-contano-solo-i-giorni-effettivamente-lavorati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente orientamento della Corte di Cassazione chiarisce un aspetto molto rilevante nella gestione della NASpI in presenza di lavoro intermittente (lavoro a chiamata). Con ordinanza n. 5451/2026, la Suprema Corte ha stabilito che, nel caso di contratto intermittente senza obbligo di disponibilità, ai fini della verifica del limite temporale previsto per la compatibilità con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/naspi-e-lavoro-intermittente-ai-fini-della-decadenza-contano-solo-i-giorni-effettivamente-lavorati/">NASpI e lavoro intermittente: ai fini della decadenza contano solo i giorni effettivamente lavorati</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="398" data-end="576">Un recente orientamento della <strong data-start="428" data-end="451">Corte di Cassazione</strong> chiarisce un aspetto molto rilevante nella gestione della <strong data-start="510" data-end="575">NASpI in presenza di lavoro intermittente (lavoro a chiamata)</strong>.</p>
<p data-start="578" data-end="922">Con <strong data-start="582" data-end="608">ordinanza n. 5451/2026</strong>, la Suprema Corte ha stabilito che, nel caso di <strong data-start="657" data-end="715">contratto intermittente senza obbligo di disponibilità</strong>, ai fini della verifica del limite temporale previsto per la compatibilità con la NASpI devono essere considerati <strong data-start="830" data-end="883">solo i giorni di effettiva prestazione lavorativa</strong> e non la durata formale del contratto.</p>
<p data-start="924" data-end="1056">Il principio è particolarmente importante per aziende, consulenti del lavoro e lavoratori percettori di indennità di disoccupazione.</p>
<h2 data-section-id="c45pqd" data-start="1063" data-end="1119">NASpI e lavoro subordinato: cosa prevede la normativa</h2>
<p data-start="1246" data-end="1463">La norma stabilisce che il percettore di NASpI <strong data-start="1293" data-end="1329">decade dal diritto all’indennità</strong> se intraprende un’attività di lavoro subordinato dalla quale deriva un reddito superiore alla soglia di esenzione fiscale, salvo che:</p>
<ul>
<li data-start="1467" data-end="1540">il rapporto di lavoro abbia <strong data-start="1495" data-end="1530">durata non superiore a sei mesi</strong>, oppure</li>
<li data-start="1543" data-end="1613">ricorrano le condizioni di <strong data-start="1570" data-end="1612">compatibilità previste dalla normativa</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="1615" data-end="1717">Il punto critico interpretativo riguarda quindi <strong data-start="1663" data-end="1716">come determinare la durata del rapporto di lavoro</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1xnaavg" data-start="1724" data-end="1794">Lavoro intermittente e NASpI: il problema della durata del rapporto</h2>
<p data-start="1796" data-end="1973">Nel <strong data-start="1800" data-end="1824">lavoro intermittente</strong>, disciplinato dagli articoli 13 e seguenti del <strong data-start="1872" data-end="1893">D.Lgs. n. 81/2015</strong>, il lavoratore presta attività solo quando viene chiamato dal datore di lavoro.</p>
<p data-start="1975" data-end="2061">Nel caso di <strong data-start="1987" data-end="2045">contratto intermittente senza obbligo di disponibilità</strong>, il lavoratore:</p>
<ul>
<li data-start="2065" data-end="2105">non è tenuto a rispondere alla chiamata;</li>
<li data-start="2108" data-end="2168">presta attività solo nelle giornate effettivamente lavorate.</li>
</ul>
<p data-start="2170" data-end="2332">In questi casi può accadere che il contratto abbia <strong data-start="2221" data-end="2270">una durata formale anche superiore a sei mesi</strong>, ma che le giornate di lavoro effettivo siano molto limitate.</p>
<h2 data-section-id="qigbij" data-start="2339" data-end="2380">La decisione della Corte di Cassazione</h2>
<p data-start="2382" data-end="2507">La <strong data-start="2385" data-end="2408">Corte di Cassazione</strong>, con l’ordinanza n. 5451/2026, ha chiarito che ai fini della verifica della decadenza dalla NASpI:</p>
<ul>
<li data-start="2511" data-end="2587">non è sufficiente considerare la <strong data-start="2544" data-end="2586">durata formale del contratto di lavoro</strong>;</li>
<li data-start="2590" data-end="2659">è necessario valutare <strong data-start="2612" data-end="2658">la durata effettiva del rapporto di lavoro</strong>;</li>
<li data-start="2662" data-end="2766">nel lavoro intermittente rilevano <strong data-start="2696" data-end="2765">solo i giorni in cui la prestazione è stata effettivamente svolta</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2768" data-end="2953">Di conseguenza, se il rapporto di lavoro subordinato risulta formalmente più lungo di sei mesi ma <strong data-start="2866" data-end="2931">in concreto le giornate lavorate sono inferiori a tale limite</strong>, la NASpI non decade.</p>
<h2 data-section-id="un88cp" data-start="2960" data-end="3008">Un orientamento già espresso dalla Cassazione</h2>
<p data-start="3010" data-end="3097">L’ordinanza del 2026 si inserisce in un orientamento già affermato dalla Suprema Corte.</p>
<p data-start="3099" data-end="3323">In una precedente pronuncia (<strong data-start="3128" data-end="3167">Cassazione, ordinanza n. 19638/2025</strong>), era stato infatti stabilito che, ai fini della NASpI, la <strong data-start="3227" data-end="3322">durata effettiva del rapporto di lavoro prevale sulla durata formale indicata nel contratto</strong>.</p>
<p data-start="3325" data-end="3476">La ratio della decisione è evitare che rapporti di lavoro <strong data-start="3383" data-end="3414">solo potenziali o sporadici</strong> determinino la perdita della tutela contro la disoccupazione.</p>
<h2 data-section-id="tfnipj" data-start="3483" data-end="3533">Implicazioni operative per aziende e lavoratori</h2>
<p data-start="3535" data-end="3659">Alla luce di questo orientamento giurisprudenziale, nei rapporti di <strong data-start="3603" data-end="3658">lavoro intermittente senza obbligo di disponibilità</strong>:</p>
<ul>
<li data-start="3663" data-end="3709">per verificare la compatibilità con la NASpI</li>
<li data-start="3712" data-end="3798">devono essere considerati <strong data-start="3738" data-end="3797">esclusivamente i giorni di lavoro effettivamente svolti</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="3800" data-end="3861">Per una corretta gestione del rapporto è quindi fondamentale:</p>
<ul>
<li data-start="3865" data-end="3912">monitorare le <strong data-start="3879" data-end="3911">giornate effettive di lavoro</strong>;</li>
<li data-start="3915" data-end="3976">verificare la <strong data-start="3929" data-end="3975">durata concreta del rapporto ai fini NASpI</strong>;</li>
<li data-start="3979" data-end="4048">valutare correttamente la <strong data-start="4005" data-end="4047">posizione previdenziale del lavoratore</strong>.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="7oo8b3" data-start="4055" data-end="4069">Conclusioni</h2>
<p data-start="4071" data-end="4326">La pronuncia della Corte di Cassazione conferma un principio di sostanza: nella valutazione dei rapporti di lavoro ai fini della <strong data-start="4200" data-end="4230">compatibilità con la NASpI</strong>, prevale <strong data-start="4240" data-end="4325">la realtà della prestazione lavorativa rispetto alla durata formale del contratto</strong>.</p>
<p data-start="4328" data-end="4487">Il chiarimento è particolarmente rilevante per la gestione dei <strong data-start="4391" data-end="4418">contratti intermittenti</strong>, molto diffusi nei settori del turismo, del commercio e dei servizi.</p>
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		<item>
		<title>Rapporto biennale sulla situazione del personale 2024-2025: al via la procedura telematica dal 1° marzo 2026</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/rapporto-biennale-sulla-situazione-del-personale-2024-2025-al-via-la-procedura-telematica-dal-1-marzo-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 16:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.loscalzo.it/?p=12638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 1° marzo 2026 sarà disponibile, sul portale istituzionale del Ministero del Lavoro – sezione Servizi Lavoro, il nuovo applicativo per la compilazione e la trasmissione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025, con scadenza fissata al 30 aprile 2026. L’adempimento si inserisce nel quadro dell’art. 46 del D.Lgs. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/rapporto-biennale-sulla-situazione-del-personale-2024-2025-al-via-la-procedura-telematica-dal-1-marzo-2026/">Rapporto biennale sulla situazione del personale 2024-2025: al via la procedura telematica dal 1° marzo 2026</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="267" data-end="588"><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12639" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1440" srcset="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-scaled.jpg 2560w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-300x169.jpg 300w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-1024x576.jpg 1024w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-768x432.jpg 768w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-1536x864.jpg 1536w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-2048x1152.jpg 2048w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/equality-female-male-gender-symbols-high-view-995x560.jpg 995w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a>Dal <strong data-start="271" data-end="288">1° marzo 2026</strong> sarà disponibile, sul portale istituzionale del Ministero del Lavoro – sezione <em data-start="368" data-end="384">Servizi Lavoro</em>, il nuovo applicativo per la compilazione e la trasmissione del <strong data-start="449" data-end="543">Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025</strong>, con <strong data-start="549" data-end="587">scadenza fissata al 30 aprile 2026</strong>.</p>
<p data-start="590" data-end="844">L’adempimento si inserisce nel quadro dell’<strong data-start="633" data-end="699">art. 46 del D.Lgs. n. 198/2006 (Codice delle pari opportunità)</strong> ed è uno degli strumenti centrali del sistema di monitoraggio della parità di genere nei luoghi di lavoro.</p>
<p data-start="590" data-end="844"><strong>Soggetti obbligati</strong></p>
<p data-start="873" data-end="928">Sono tenute alla redazione e trasmissione del Rapporto:</p>
<ul>
<li data-start="932" data-end="1006">tutte le <strong data-start="941" data-end="1005">aziende pubbliche e private che occupano oltre 50 dipendenti</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="1008" data-end="1120">Per le imprese con organico inferiore la compilazione resta <strong data-start="1068" data-end="1083">facoltativa</strong>, ma può assumere rilievo strategico:</p>
<ol>
<li data-start="1124" data-end="1175">ai fini della partecipazione a procedure pubbliche;</li>
<li data-start="1124" data-end="1175">nell’ambito dei percorsi di certificazione della parità di genere.</li>
</ol>
<h2 data-start="1289" data-end="1314">Contenuti del Rapporto</h2>
<p data-start="1315" data-end="1360">Il modello raccoglie informazioni relative a:</p>
<ul>
<li data-start="1364" data-end="1391">composizione dell’organico;</li>
<li data-start="1364" data-end="1391">assunzioni e cessazioni;</li>
<li data-start="1364" data-end="1391">inquadramenti e progressioni di carriera;</li>
<li data-start="1364" data-end="1391">livelli retributivi;</li>
<li data-start="1364" data-end="1391">utilizzo degli istituti contrattuali.</li>
</ul>
<p data-start="1527" data-end="1711">Si tratta, quindi, di un adempimento con rilevanti riflessi non solo sotto il profilo normativo, ma anche in termini di <strong data-start="1647" data-end="1710">analisi organizzativa e politiche di gestione del personale</strong>.</p>
<h2 data-start="1718" data-end="1739">Modalità operative</h2>
<p data-start="1740" data-end="1813">La compilazione dovrà avvenire <strong data-start="1771" data-end="1812">esclusivamente in modalità telematica</strong>.</p>
<p data-start="1815" data-end="1847">Il nuovo applicativo consentirà:</p>
<ul>
<li data-start="1851" data-end="1934">il <strong data-start="1854" data-end="1899">riutilizzo dei dati del biennio 2022-2023</strong>, con possibilità di aggiornamento;</li>
<li data-start="1851" data-end="1934">una riduzione degli oneri amministrativi, fermo restando l’obbligo di verifica puntuale delle informazioni inserite.</li>
</ul>
<p data-start="2055" data-end="2183">È inoltre prevista una sezione dedicata all’assistenza tramite l’URP online del Ministero.</p>
<h2 data-start="2190" data-end="2213">Regime sanzionatorio</h2>
<p data-start="2214" data-end="2291">Il rispetto della scadenza del <strong data-start="2245" data-end="2263">30 aprile 2026</strong> assume particolare rilievo.</p>
<p data-start="2293" data-end="2318">In caso di inadempimento:</p>
<ul>
<li data-start="2322" data-end="2410">applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’art. 11 del D.P.R. n. 520/1955;</li>
<li data-start="2322" data-end="2410">in caso di mancata trasmissione protratta per oltre 12 mesi → <strong data-start="2475" data-end="2528">sospensione per un anno dei benefici contributivi</strong>;</li>
<li data-start="2322" data-end="2410">per Rapporto incompleto o non veritiero → <strong data-start="2574" data-end="2608">sanzione da 1.000 a 5.000 euro</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2889" data-end="3047">
<p class="not-prose mt-0! mb-0! flex-auto truncate">
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trasparenza retributiva e parità salariale: cosa cambia per le aziende con il nuovo decreto</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/trasparenza-retributiva-e-parita-salariale-cosa-cambia-per-le-aziende-con-il-nuovo-decreto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.loscalzo.it/?p=12634</guid>

					<description><![CDATA[<p>La trasparenza retributiva diventa uno dei temi centrali del diritto del lavoro europeo e nazionale. È infatti in arrivo il decreto di attuazione della direttiva UE 2023/970, che introduce nuovi obblighi per i datori di lavoro in materia di parità salariale e accesso alle informazioni sulle retribuzioni. L’obiettivo è ridurre il divario retributivo di genere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/trasparenza-retributiva-e-parita-salariale-cosa-cambia-per-le-aziende-con-il-nuovo-decreto/">Trasparenza retributiva e parità salariale: cosa cambia per le aziende con il nuovo decreto</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="291" data-end="596"><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12635" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1193" srcset="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-scaled.jpg 2560w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-300x140.jpg 300w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-1024x477.jpg 1024w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-768x358.jpg 768w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-1536x716.jpg 1536w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-2048x955.jpg 2048w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/02/man-woman-standing-piles-coins-1170x545.jpg 1170w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></a>La trasparenza retributiva diventa uno dei temi centrali del diritto del lavoro europeo e nazionale. È infatti in arrivo il decreto di attuazione della direttiva UE 2023/970, che introduce nuovi obblighi per i datori di lavoro in materia di parità salariale e accesso alle informazioni sulle retribuzioni.</p>
<p data-start="598" data-end="760">L’obiettivo è ridurre il divario retributivo di genere e rendere più chiari i criteri utilizzati dalle imprese per determinare stipendi e progressioni economiche.</p>
<h2 data-start="762" data-end="840">Trasparenza retributiva: quali sono i nuovi obblighi per i datori di lavoro</h2>
<p data-start="842" data-end="939">La bozza del decreto prevede che i datori di lavoro rendano facilmente accessibili ai lavoratori:</p>
<ul data-start="941" data-end="1086">
<li data-start="941" data-end="996">
<p data-start="943" data-end="996">i criteri utilizzati per determinare le retribuzioni;</p>
</li>
<li data-start="997" data-end="1029">
<p data-start="999" data-end="1029">i livelli salariali applicati;</p>
</li>
<li data-start="1030" data-end="1086">
<p data-start="1032" data-end="1086">le modalità di progressione economica e professionale.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1088" data-end="1397">Inoltre, ogni lavoratore potrà richiedere informazioni sui livelli retributivi medi, suddivisi per sesso, relativi alle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Il datore di lavoro dovrà fornire risposta scritta entro 60 giorni dalla richiesta. <button class="ms-1 flex h-[25px] text-[10px] leading-[13px] rounded-xl corner-superellipse/1.1 items-center justify-center gap-1 px-2 relative text-token-text-secondary! hover:text-token-text-primary! hover:bg-token-bg-secondary dark:bg-token-main-surface-secondary dark:hover:bg-token-bg-secondary bg-[#f4f4f4] "></button></p>
<p class="not-prose mt-0! mb-0! flex-auto truncate">Retribuzioni, arriva il decreto…</p>
<p data-start="1399" data-end="1574">Si tratta di un cambiamento significativo perché introduce una vera e propria cultura della trasparenza salariale, destinata ad incidere sui sistemi di gestione del personale.</p>
<h2 data-start="1576" data-end="1629">A chi si applica il decreto sulla parità salariale</h2>
<p data-start="1631" data-end="1768">Le nuove regole riguarderanno tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, con obblighi differenziati in base alle dimensioni aziendali.</p>
<p data-start="1770" data-end="1801">Le disposizioni coinvolgeranno:</p>
<ul data-start="1803" data-end="1943">
<li data-start="1803" data-end="1861">
<p data-start="1805" data-end="1861">lavoratori subordinati, dirigenti e personale domestico;</p>
</li>
<li data-start="1862" data-end="1889">
<p data-start="1864" data-end="1889">candidati all’assunzione;</p>
</li>
<li data-start="1890" data-end="1943">
<p data-start="1892" data-end="1943">rappresentanze sindacali e organismi per la parità.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1945" data-end="2222">La comparazione tra retribuzioni dovrà avvenire con riferimento allo stesso lavoro o a mansioni di pari valore, prendendo come parametro il CCNL applicato dall’azienda o, in assenza, quello comparativamente più rappresentativo del settore. <button class="ms-1 flex h-[25px] text-[10px] leading-[13px] rounded-xl corner-superellipse/1.1 items-center justify-center gap-1 px-2 relative text-token-text-secondary! hover:text-token-text-primary! hover:bg-token-bg-secondary dark:bg-token-main-surface-secondary dark:hover:bg-token-bg-secondary bg-[#f4f4f4] "></button></p>
<p class="not-prose mt-0! mb-0! flex-auto truncate">Retribuzioni, arriva il decreto…</p>
<h2 data-start="2224" data-end="2279">Raccolta dati e monitoraggio del divario retributivo</h2>
<p data-start="2281" data-end="2391">Il decreto introduce nuovi adempimenti informativi che richiederanno una revisione delle procedure HR interne.</p>
<p data-start="2393" data-end="2461">Tra i dati che le imprese dovranno monitorare e rendere disponibili:</p>
<ul data-start="2463" data-end="2660">
<li data-start="2463" data-end="2520">
<p data-start="2465" data-end="2520">divario retributivo medio e mediano tra uomini e donne;</p>
</li>
<li data-start="2521" data-end="2595">
<p data-start="2523" data-end="2595">percentuale di lavoratori che percepiscono componenti variabili o premi;</p>
</li>
<li data-start="2596" data-end="2660">
<p data-start="2598" data-end="2660">distribuzione di genere nelle diverse categorie professionali.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2662" data-end="2832">Queste informazioni potranno essere richieste anche dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dagli organismi territoriali competenti. <button class="ms-1 flex h-[25px] text-[10px] leading-[13px] rounded-xl corner-superellipse/1.1 items-center justify-center gap-1 px-2 relative text-token-text-secondary! hover:text-token-text-primary! hover:bg-token-bg-secondary dark:bg-token-main-surface-secondary dark:hover:bg-token-bg-secondary bg-[#f4f4f4] "></button></p>
<p class="not-prose mt-0! mb-0! flex-auto truncate">Retribuzioni, arriva il decreto…</p>
<h2 data-start="2834" data-end="2880">Quando scattano gli obblighi per le aziende</h2>
<p data-start="2882" data-end="2931">Le tempistiche di attuazione saranno progressive:</p>
<ul data-start="2933" data-end="3073">
<li data-start="2933" data-end="3007">
<p data-start="2935" data-end="3007"><strong>entro il 7 giugno 2027 per i datori di lavoro con almeno 150 dipendenti;</strong></p>
</li>
<li data-start="3008" data-end="3073">
<p data-start="3010" data-end="3073"><strong>entro il 7 giugno 2031 per le aziende con dimensioni inferiori.</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3075" data-end="3307">In presenza di un divario retributivo di almeno il 5% non giustificato, sarà prevista una valutazione congiunta tra azienda e sindacato, con obbligo di adottare misure correttive entro sei mesi. <button class="ms-1 flex h-[25px] text-[10px] leading-[13px] rounded-xl corner-superellipse/1.1 items-center justify-center gap-1 px-2 relative text-token-text-secondary! hover:text-token-text-primary! hover:bg-token-bg-secondary dark:bg-token-main-surface-secondary dark:hover:bg-token-bg-secondary bg-[#f4f4f4] "></button></p>
<p class="not-prose mt-0! mb-0! flex-auto truncate">Retribuzioni, arriva il decreto…</p>
<h2 data-start="3309" data-end="3356">Profili sanzionatori e rischi per le imprese</h2>
<p data-start="3358" data-end="3433">Il mancato rispetto delle nuove norme può comportare conseguenze rilevanti.</p>
<p data-start="3435" data-end="3472">In caso di discriminazioni accertate:</p>
<ul data-start="3474" data-end="3679">
<li data-start="3474" data-end="3516">
<p data-start="3476" data-end="3516">i lavoratori potranno agire in giudizio;</p>
</li>
<li data-start="3517" data-end="3598">
<p data-start="3519" data-end="3598">potranno essere applicate le tutele previste dal Codice delle pari opportunità;</p>
</li>
<li data-start="3599" data-end="3679">
<p data-start="3601" data-end="3679">l’azienda rischia l’esclusione da agevolazioni finanziarie e appalti pubblici.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3681" data-end="3793">Per questo motivo diventa strategico adeguare sin da ora le politiche retributive e la documentazione aziendale.</p>
<h2 data-start="3795" data-end="3832">Cosa devono fare subito le aziende</h2>
<p data-start="3834" data-end="3961">In vista dell’entrata in vigore del decreto, è opportuno avviare una verifica preventiva dei sistemi di gestione del personale.</p>
<p data-start="3963" data-end="3996">In particolare, si suggerisce di:</p>
<ul data-start="3998" data-end="4254">
<li data-start="3998" data-end="4062">
<p data-start="4000" data-end="4062">analizzare le griglie retributive e i criteri di progressione;</p>
</li>
<li data-start="4063" data-end="4110">
<p data-start="4065" data-end="4110">verificare la coerenza con il CCNL applicato;</p>
</li>
<li data-start="4111" data-end="4204">
<p data-start="4113" data-end="4204">predisporre procedure interne per la gestione delle richieste di accesso ai dati salariali;</p>
</li>
<li data-start="4205" data-end="4254">
<p data-start="4207" data-end="4254">rafforzare le politiche di parità e inclusione.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4256" data-end="4434">Un approccio preventivo consente di ridurre i rischi di contenzioso e di trasformare la trasparenza retributiva in uno strumento di valorizzazione dell’organizzazione del lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/trasparenza-retributiva-e-parita-salariale-cosa-cambia-per-le-aziende-con-il-nuovo-decreto/">Trasparenza retributiva e parità salariale: cosa cambia per le aziende con il nuovo decreto</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Detassazione 2026 per il personale infermieristico: vantaggi fiscali e doppio regime agevolato</title>
		<link>https://www.loscalzo.it/detassazione-2026-per-il-personale-infermieristico-vantaggi-fiscali-e-doppio-regime-agevolato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ed1tor3_Loscalzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 09:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.loscalzo.it/?p=12629</guid>

					<description><![CDATA[<p>La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) introduce un intervento fiscale mirato a favore del personale infermieristico, con l’obiettivo di valorizzare una professione strategica per il sistema sanitario e incentivare la disponibilità lavorativa in contesti caratterizzati da turnazioni e carichi di lavoro elevati. La riforma prevede due distinti regimi di detassazione, destinati a operare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/detassazione-2026-per-il-personale-infermieristico-vantaggi-fiscali-e-doppio-regime-agevolato/">Detassazione 2026 per il personale infermieristico: vantaggi fiscali e doppio regime agevolato</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="547" data-end="874"><a href="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12630" src="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635.jpg" alt="" width="2000" height="1400" srcset="https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635.jpg 2000w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635-300x210.jpg 300w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635-1024x717.jpg 1024w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635-768x538.jpg 768w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635-1536x1075.jpg 1536w, https://www.loscalzo.it/wp-content/uploads/2026/01/2151997635-800x560.jpg 800w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>La <strong data-start="550" data-end="596">legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025)</strong> introduce un intervento fiscale mirato a favore del <strong data-start="649" data-end="678">personale infermieristico</strong>, con l’obiettivo di valorizzare una professione strategica per il sistema sanitario e incentivare la disponibilità lavorativa in contesti caratterizzati da turnazioni e carichi di lavoro elevati.</p>
<p data-start="876" data-end="971">La riforma prevede <strong data-start="895" data-end="934">due distinti regimi di detassazione</strong>, destinati a operare in parallelo:</p>
<ul>
<li data-start="876" data-end="971">un <strong data-start="977" data-end="996">regime generale</strong> applicabile ai lavoratori dipendenti del settore privato;</li>
<li data-start="876" data-end="971">un <strong data-start="1062" data-end="1081">regime speciale</strong> riservato agli infermieri dipendenti di strutture sanitarie private accreditate.</li>
</ul>
<hr data-start="1202" data-end="1205" />
<h3 data-start="1207" data-end="1257">Il regime generale: imposta sostitutiva al 15%</h3>
<p data-start="1259" data-end="1497">Il <strong data-start="1262" data-end="1290">comma 10 dell’articolo 1</strong> della legge di Bilancio 2026 introduce, per il solo <strong data-start="1343" data-end="1369">periodo d’imposta 2026</strong>, un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al <strong data-start="1433" data-end="1440">15%</strong>, applicabile a specifiche componenti della retribuzione.</p>
<p data-start="1499" data-end="1523">L’agevolazione riguarda:</p>
<ul>
<li data-start="1499" data-end="1523">maggiorazioni per <strong data-start="1544" data-end="1563">lavoro notturno</strong>;</li>
<li data-start="1499" data-end="1523">compensi per <strong data-start="1580" data-end="1598">lavoro festivo</strong> e nei giorni di riposo settimanale;</li>
<li data-start="1499" data-end="1523"><strong data-start="1637" data-end="1659">indennità di turno</strong> e altre indennità collegate alla turnazione previste dai CCNL.</li>
</ul>
<p data-start="1724" data-end="2164">Il beneficio è riconosciuto <strong data-start="1752" data-end="1799">entro il limite massimo di 1.500 euro annui</strong> ed è riservato ai lavoratori che abbiano percepito, nel <strong data-start="1856" data-end="1864">2025</strong>, un reddito da lavoro dipendente <strong data-start="1898" data-end="1929">non superiore a 40.000 euro</strong>.<br data-start="1930" data-end="1933" />È prevista la possibilità per il lavoratore di <strong data-start="1980" data-end="2008">rinunciare espressamente</strong> all’applicazione dell’imposta sostitutiva, optando per la tassazione ordinaria. Restano, in ogni caso, <strong data-start="2112" data-end="2163">inalterate le regole contributive previdenziali</strong>.</p>
<p data-start="2166" data-end="2197">Sono escluse dall’agevolazione:</p>
<ul>
<li data-start="2166" data-end="2197">le <strong data-start="2203" data-end="2234">ore di lavoro straordinario</strong>;</li>
<li data-start="2166" data-end="2197">le indennità non direttamente collegate a lavoro notturno, festivo o a turni.</li>
</ul>
<hr data-start="2317" data-end="2320" />
<h3 data-start="2322" data-end="2383">Il regime speciale: detassazione al 5% per gli infermieri</h3>
<p data-start="2385" data-end="2594">Accanto al regime generale, il <strong data-start="2416" data-end="2445">comma 944 dell’articolo 1</strong> introduce una misura di particolare favore per il <strong data-start="2496" data-end="2525">personale infermieristico</strong>, configurando un’imposta sostitutiva con <strong data-start="2567" data-end="2593">aliquota ridotta al 5%</strong>.</p>
<p data-start="2596" data-end="2626">Il regime speciale si applica:</p>
<ul>
<li data-start="2596" data-end="2626">agli <strong data-start="2634" data-end="2702">infermieri dipendenti di strutture sanitarie private accreditate</strong>, incluse RSA e strutture socio-assistenziali accreditate;</li>
<li data-start="2596" data-end="2626"><strong data-start="2763" data-end="2805">esclusivamente al lavoro straordinario</strong>, comprensivo sia delle ore prestate sia delle relative maggiorazioni, indipendentemente dalla collocazione oraria (diurna, notturna o festiva).</li>
</ul>
<p data-start="2951" data-end="3032">L’elemento di maggiore rilievo è rappresentato dall’<strong data-start="3003" data-end="3031">assenza totale di limiti</strong>:</p>
<ul>
<li data-start="2951" data-end="3032">nessun tetto massimo di importo detassabile;</li>
<li data-start="2951" data-end="3032">nessun limite reddituale per l’accesso al beneficio.</li>
</ul>
<hr data-start="3136" data-end="3139" />
<h3 data-start="3141" data-end="3198">Coordinamento tra i due regimi e vantaggio cumulativo</h3>
<p data-start="3200" data-end="3387">La disciplina consente agli infermieri di <strong data-start="3242" data-end="3277">coordinare i due regimi fiscali</strong>, applicando a ciascuna voce retributiva il trattamento più favorevole previsto dalla legge.<br data-start="3369" data-end="3372" />In particolare:</p>
<ul>
<li data-start="3200" data-end="3387">le <strong data-start="3393" data-end="3435">indennità di turno, notturne e festive</strong> possono beneficiare della detassazione al <strong data-start="3478" data-end="3485">15%</strong> (se rispettato il limite reddituale);</li>
<li data-start="3200" data-end="3387">il <strong data-start="3529" data-end="3553">lavoro straordinario</strong> rientra integralmente nella detassazione al <strong data-start="3598" data-end="3604">5%</strong>, senza limiti.</li>
</ul>
<p data-start="3621" data-end="3820">Questo meccanismo consente un <strong data-start="3651" data-end="3703">significativo incremento del netto in busta paga</strong>, rendendo il trattamento fiscale degli infermieri nel 2026 particolarmente vantaggioso rispetto al regime ordinario.</p>
<hr data-start="3822" data-end="3825" />
<h3 data-start="3827" data-end="3856">Considerazioni di sintesi</h3>
<p data-start="3858" data-end="4092">Le misure introdotte dalla <strong data-start="3885" data-end="3911">legge di Bilancio 2026</strong> delineano un sistema di <strong data-start="3936" data-end="3984">agevolazioni fiscali strutturate e selettive</strong>, che riconosce il ruolo centrale del personale infermieristico nel settore sanitario privato accreditato.</p>
<p data-start="4094" data-end="4415">La possibilità di combinare <strong data-start="4122" data-end="4145">detassazione al 15%</strong> per le indennità di turno e <strong data-start="4174" data-end="4196">detassazione al 5%</strong> per lo straordinario rappresenta un intervento di forte impatto sul reddito disponibile, destinato a incidere positivamente sull’attrattività della professione e sulla disponibilità a prestazioni lavorative aggiuntive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.loscalzo.it/detassazione-2026-per-il-personale-infermieristico-vantaggi-fiscali-e-doppio-regime-agevolato/">Detassazione 2026 per il personale infermieristico: vantaggi fiscali e doppio regime agevolato</a> proviene da <a href="https://www.loscalzo.it">Studio Loscalzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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