La legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) introduce un intervento fiscale mirato a favore del personale infermieristico, con l’obiettivo di valorizzare una professione strategica per il sistema sanitario e incentivare la disponibilità lavorativa in contesti caratterizzati da turnazioni e carichi di lavoro elevati.

La riforma prevede due distinti regimi di detassazione, destinati a operare in parallelo:

  • un regime generale applicabile ai lavoratori dipendenti del settore privato;
  • un regime speciale riservato agli infermieri dipendenti di strutture sanitarie private accreditate.

Il regime generale: imposta sostitutiva al 15%

Il comma 10 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2026 introduce, per il solo periodo d’imposta 2026, un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 15%, applicabile a specifiche componenti della retribuzione.

L’agevolazione riguarda:

  • maggiorazioni per lavoro notturno;
  • compensi per lavoro festivo e nei giorni di riposo settimanale;
  • indennità di turno e altre indennità collegate alla turnazione previste dai CCNL.

Il beneficio è riconosciuto entro il limite massimo di 1.500 euro annui ed è riservato ai lavoratori che abbiano percepito, nel 2025, un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro.
È prevista la possibilità per il lavoratore di rinunciare espressamente all’applicazione dell’imposta sostitutiva, optando per la tassazione ordinaria. Restano, in ogni caso, inalterate le regole contributive previdenziali.

Sono escluse dall’agevolazione:

  • le ore di lavoro straordinario;
  • le indennità non direttamente collegate a lavoro notturno, festivo o a turni.

Il regime speciale: detassazione al 5% per gli infermieri

Accanto al regime generale, il comma 944 dell’articolo 1 introduce una misura di particolare favore per il personale infermieristico, configurando un’imposta sostitutiva con aliquota ridotta al 5%.

Il regime speciale si applica:

  • agli infermieri dipendenti di strutture sanitarie private accreditate, incluse RSA e strutture socio-assistenziali accreditate;
  • esclusivamente al lavoro straordinario, comprensivo sia delle ore prestate sia delle relative maggiorazioni, indipendentemente dalla collocazione oraria (diurna, notturna o festiva).

L’elemento di maggiore rilievo è rappresentato dall’assenza totale di limiti:

  • nessun tetto massimo di importo detassabile;
  • nessun limite reddituale per l’accesso al beneficio.

Coordinamento tra i due regimi e vantaggio cumulativo

La disciplina consente agli infermieri di coordinare i due regimi fiscali, applicando a ciascuna voce retributiva il trattamento più favorevole previsto dalla legge.
In particolare:

  • le indennità di turno, notturne e festive possono beneficiare della detassazione al 15% (se rispettato il limite reddituale);
  • il lavoro straordinario rientra integralmente nella detassazione al 5%, senza limiti.

Questo meccanismo consente un significativo incremento del netto in busta paga, rendendo il trattamento fiscale degli infermieri nel 2026 particolarmente vantaggioso rispetto al regime ordinario.


Considerazioni di sintesi

Le misure introdotte dalla legge di Bilancio 2026 delineano un sistema di agevolazioni fiscali strutturate e selettive, che riconosce il ruolo centrale del personale infermieristico nel settore sanitario privato accreditato.

La possibilità di combinare detassazione al 15% per le indennità di turno e detassazione al 5% per lo straordinario rappresenta un intervento di forte impatto sul reddito disponibile, destinato a incidere positivamente sull’attrattività della professione e sulla disponibilità a prestazioni lavorative aggiuntive.